Socializzazione



La socializzazione del cucciolo è di fondamentale importanza per il suo sviluppo psichico.
Molte forme di squilibrio mentale nel cane dipendono, oltre da altri fattori (ad es. genetico) anche dalla mancanza di contatto con persone, cani e ambienti diversi, estranei, nell’età più giovane.
Il mondo in cui viviamo deve essere fatto conoscere al cucciolo, ne deve venire a contatto.
Molte persone, inesperte, credono che un cucciolo accarezzato o toccato da persone che non conosce, non sviluppi l’istinto alla guardia. Non c’è nulla di più sbagliato. Il cane che non ha socializzato farà la guardia per paura. Perennemente nervoso cercherà convulsamente di allontanare “il pericolo”, ciò che teme perché non conosce, ma messo alla prova il più delle volte tenderà a fuggire.
Diversamente, il cane socializzato, equilibrato perché conosce, riuscirà a distinguere un comportamento normale (come ad esempio l’amico di famiglia) da un comportamento “strano” (il presunto ladro); una volta messo nelle condizioni di difendervi, sicuro di sé, darà prova di essere “guardiano” capace.
Il cane socievole, tranquillo tra altri cani, persone e bambini, oltre ad essere più felice e rilassato, sarà anche più facilmente addestrabile.
Certo è che per un maggiore risultato, la socializzazione deve essere effettuata il più presto possibile; per l’addestramento, invece, si può attendere oltre l’anno di età, in modo che il cane abbia la capacità mentale di capire ciò che gli si chiede. Quando, infatti, il cane è troppo giovane, dai 6 ai 10-11 mesi, è più soggetto ad impulsi istintivi e tenderà ad essere discolo e disubbidiente, periodo che rientra nel fattore naturale di crescita. Bisogna pazientare e attendere che questa fase termini, che il cane si calmi, altrimenti l’addestramento e tutti gli sforzi effettuati per farlo ubbidire non solo saranno vanificati, ma si rischierà di sottomettere il cane inutilmente.
Tutto ciò non significa che il cane debba restare allo stato “brado” fino all’età di un anno. Certe regole educative devono essere impostate fin dai primi mesi di età e ciò rientra nella socializzazione, cioè la comprensione di determinate regole in rapporto con altri soggetti, cani o persone con caratteri e personalità diverse. Non dimentichiamo che spesso i proprietari effettuano grossolani errori nella crescita dei cuccioli per inesperienza o perché erroneamente li giustificano come esseri umani, dando spiegazioni di natura psicologica a comportamenti puramente istintivi e casuali. Niente di più sbagliato. Ricordiamoci sempre: sono cani, vivono in un mondo fatto soprattutto di odori, stabiliscono gerarchie e agiscono per istinto.
Ci amano è vero, ma non per questo bisogna renderli frustrati, squilibrati, infelici viziandoli!
Perciò hanno bisogno fin da piccoli di rapportarsi con altri, per capire il loro posto e siamo noi che glielo dobbiamo far capire con l’aiuto di esperti. Quindi: movimento, regole e poi affetto.
L’essere umano eccede sempre con l’affetto nei confronti del cane. Spesso, inconsapevolmente, sbaglia coccolandolo nel momento in cui, invece, dovrebbe essere fermo e rigoroso, rinforzando così l’errore e la confusione nel cane.
Solitamente non si devono mai paragonare i cani agli esseri umani perché appartengono a due mondi completamente diversi, ma in questo caso mi sento di farlo. L’infanzia di un bambino è determinante per l’equilibrio dell’uomo adulto. Così è per il cane che da cucciolo ha bisogno di movimento, stimoli e regole comportamentali che sviluppa insieme ad altri cani e persone attraverso il gioco. Poi da adulto potrà diventare tutto quello che voi vorrete e soprattutto sarà felice di esserlo con voi.

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